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Prima di comprare un’intelligenza artificiale, conviene sapere a cosa serve.

La domanda che ci fanno più spesso è “quale strumento dobbiamo prendere”. È la seconda domanda. La prima è: dove state perdendo tempo adesso.

Rispondere richiede di guardare il lavoro vero — non l’organigramma, non i processi come sono scritti nel manuale della qualità, ma quello che succede davvero fra il lunedì e il venerdì. È quello che facciamo nell’analisi, ed è la spesa più piccola del percorso e quella che evita tutte le altre spese sbagliate.

Cosa comprende l’analisi

Mappatura dei processi. Passiamo qualche giornata con le persone che fanno il lavoro. Non con i responsabili soltanto: con chi apre i file. È lì che si scoprono i passaggi che nessuno ha mai messo per iscritto.

Individuazione dei candidati. Da quella mappa escono in genere fra otto e quindici attività automatizzabili. Le mettiamo in ordine su due assi: quanto tempo restituiscono e quanto sono difficili da realizzare. I primi due candidati stanno sempre nello stesso angolo — tanto tempo, poca difficoltà.

Verifica dei dati. Un’automazione vale quanto i dati che riceve. Se le informazioni stanno in cinque posti diversi e in tre formati, il primo lavoro non è l’intelligenza artificiale: è mettere ordine. Lo diciamo prima, perché scoprirlo a metà progetto è la ragione più comune per cui questi progetti si fermano.

Valutazione del rischio sui dati. Cosa può uscire dall’azienda e cosa no. È una decisione che va presa all’inizio, perché condiziona l’architettura di tutto il resto.

Piano di adozione. Cosa si fa per primo, con quali tempi, con quale spesa e — soprattutto — con quale numero da misurare per dire se ha funzionato.

Cosa ti resta in mano

Un documento che puoi leggere anche se non sei tecnico, con i processi mappati, i casi d’uso in ordine di convenienza, i rischi sui dati e un piano con tempi e costi.

È tuo. Se decidi di realizzarlo con qualcun altro, o di non realizzarlo affatto, resta comunque un documento utile — perché la parte che vale è la mappa dei tuoi processi, non la nostra offerta.

Quanto dura

Fra due e quattro settimane per un’azienda fino a cinquanta persone, a seconda di quanti reparti sono coinvolti.

E se non voglio ancora impegnarmi?

Comincia dall’AI Readiness Check: dieci domande, tre minuti, e alla fine sai a che punto sei e quali tre processi guardare per primi. Non sostituisce l’analisi, ma è abbastanza per capire se vale la pena parlarne.

FAQ

  • Serve avere già un'idea di cosa automatizzare?

    No, e spesso chi arriva con un'idea precisa ha individuato il processo sbagliato — di solito quello più visibile invece di quello più costoso.

  • Quanto costa l'analisi?

    Dipende dalla dimensione e dal numero di reparti coinvolti. È comunque la voce più piccola del percorso, e nella consulenza gratuita diamo un ordine di grandezza prima di formalizzare qualsiasi cosa.

  • Poi siamo obbligati a realizzare con voi?

    No. Il documento è tuo e usabile da chiunque.

  • Chi deve partecipare dalla nostra parte?

    Chi fa il lavoro, non solo chi lo dirige. Un paio d'ore a persona, distribuite. E un referente che possa decidere: i progetti senza un referente interno sono quelli che si arenano.

  • Se scoprite che non ci conviene, ce lo dite?

    Sì, ed è già successo. Un'automazione che nessuno userà costa più dell'ora che si voleva risparmiare.

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